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Il mio cinema

Dati e recensioni dei film che hanno fatto la storia del cinema. Locandine tratte dal sito internet my movies. Foto e notizie raccolte da vari siti internet.

Samuele Pasquino

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Laureato in lettere all'Università degli Studi di Torino

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Braveheart 1024 x 768

Ladri di biciclette

Schindler's List

Ken Watanabe e Tom Cruise

Recensione Gli intoccabili (1987) - I magnifici quattro

 

June 20

Khartoum

 

locandina

      Titolo: Khartoum

      Regia: Basil Dearden

      Cast: Charlton Heston, Laurence Olivier, Ralph Richardson

      Musiche: Frank Cordell

      Produzione: USA 1966

      Genere: Storico

      Durata: 134 minuti

      Metro Goldwyn Mayer     Trailer

 

Regia:                           y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CF

Interpretazione:           y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CF

Sceneggiatura:             y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CF

Musica:                         y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CF

Giudizio:                       y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CFy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g_thumb[1]%200B2C56CF

 

Trama

Sudan, 1885. Per rispondere all’insurrezione del Mahdi (Laurence Olivier), un islamico che è riuscito a riunire le tribù in una guerra santa, la Gran Bretagna invia sul posto il generale Charles Gordon (Charlton Heston), eroe di quelle terre e celebrato condottiero colonialista. L’uomo deve difendere la città di Khartoum dall’esercito del Mahdi e resistere all’assedio fino all’arrivo delle truppe britanniche.

Recensione

L’epoca del colonialismo ha conosciuto nel cinema parecchie fasi di stanca, senza mai decollare in maniera decisiva: sembra che l’interesse dei cineasti si concentri in linea di tendenza sull’era antica o sulle guerre mondiali, tralasciando il periodo imperialista. Si hanno quindi pochi punti di riferimento, prendiamo ad esempio “Le quattro piume”, un film ben fatto e molto appassionante. Sotto quest’ottica, “Khartoum” costituisce un tentativo sontuoso di narrare la storia così come si è svolta nei caldi paesi del nord Africa, eleggendo comunque un eroe, il protagonista Gordon, in qualità di rappresentante illustre della nostra Europa. Il cinema tende da tale prospettiva a glorificare, riconoscendo certo i meriti e i valori dei personaggi storici, enfatizzandoli però per esigenze di grande schermo. Charlton Heston, attore granitico e sempre molto convincente, interpreta un uomo carismatico e rispettato, in contrapposizione al Mahdi, cui da il volto Laurence Olivier, straordinario in questa parte. I due sono capi ambiziosi e fieri, uniti dalla loro natura ma nemici per quanto riguarda intenti e rispettive fedi, un’occasione per ribadire la distanza reale fra due religioni molto diverse. Delineate brevemente le figure di spicco, occorre porre l’accento sul discorso prettamente politico sul quale la vicenda di Khartoum poggia a tutti gli effetti: gli interessi della Gran Bretagna, i subdoli stratagemmi, i rapporti con le popolazioni di Sudan ed Egitto e con Gordon stesso sono tutti punti in contrasto con una troppo semplice fluidità storica ma facenti parte della verità dei fatti. “Khartoum” si pone come un film concreto, che aiuta a capire le dinamiche di guerra e le culture coinvolte, avvalendosi di un montaggio mirato ed efficace, di una sceneggiatura valida e di un’intepretazione sicuramente notevole. Le scene prevedono centinaia di comparse ben addestrate, con la cinepresa che sembra viaggiare insieme ai guerrieri, addentrandosi nelle battaglie in modo da creare un coinvolgimento pregevole. Il colossal e l’epoca del colonialismo si ritrovano grazie ad una vicenda che piace, in un racconto epico avventuroso e fiero nel mostrare i suoi valori e la sua gloria.

June 18

L’ultimo inquisitore

 

locandina

      Titolo: L’ultimo inquisitore

      Regia: Milos Forman

      Cast: Stellan Skarsgard, Javier Bardem, Natalie Portman

      Musiche: José Nietogoyasghostpic2

      Produzione: Spagna 2006

      Genere: Drammatico

      Durata: 120 minuti

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Regia:                          y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

Interpretazione:          y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

Sceneggiatura:            y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g2dec900b0

Musica:                        y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

Giudizio:                      y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

 

Trama

Il famoso artista Francisco Goya (Stellan Skarsgard) è stato eletto da poco “pittore ufficiale di corte” dai reali di Spagna, quando la sua modella Ines (Natalie Portman) viene accusata di giudaismo, torturata dalla Santa Inquisizione e infine incarcerata senza alcun processo. Goya cerca l’aiuto di frate Lorenzo (Javier Bardem), enigmatico membro del clero inquisitore, il quale approfitta della situazione per acquisire ulteriore potere ecclesiastico. Accade però qualcosa che esorterà Lorenzo a lasciare la Spagna e a ritornare come nemico dichiarato dell’Inquisizione, nel periodo della dominazione francese.

Recensione

Il potente film di Milos Forman, regista che non lascia nulla al caso, si configura immediatamente come un affresco storico dalle ingenti sfumature artistiche. Con un tocco di pennello, oltre all’inconfondibile tocco stilistico di Forman, il celebre pittore Francisco Goya svela in parte la sua storia con lecite approssimazioni e scorci romanzati confacenti alla vicenda narrata. In un quadro ampio e comprendente opere famose dell’artista spagnolo, si palesa un contesto in cui ad esprimersi pienamente e prepotentemente è la situazione sociale e misera di una terra prossima alla conquista francese, dominata ancor prima dall’interno dall’oscura e ambigua presenza della Santa Inquisizione. Questa istituzione clericale presume in ogni questione da essa discussa un capro espiatorio che appaghi l’esigenza di falsa giustizia di cui la Chiesa è stata per molto tempo pervasa e ossessionata. Per un’assurda accusa di giudaismo, a farne le spese è la giovane Ines, modella di Goya presa da lui a soggetto per angeli e figure sacre: questo paradosso sconvolge l’armonia dello studio del pittore e scuote l’animo dell’uomo Goya, in un primo tempo incapace di intervenire. Molto più concreta ed enigmatica risulta la figura di Lorenzo, un prelato pieno d’alterigia e stima per se stesso, un vile approfittatore teso ad acquisire potere e prestigio a scapito di vittime innocenti. L’essenza del film risiede proprio in questo personaggio, che nell’arco della storia subirà anch’egli la tortura dell’Inquisizione e, resosi conto dell’assurdità della confessione estorta, prenderà parte alla lotta contro il clero. La sua trasformazione avverrà nel momento in cui l’intero assetto politico spagnolo andrà incontro al cambiamento per mano delle truppe invasori francesi. Forman accusa il fanatismo, la ricchezza e la corruzione, nonchè la manifesta debolezza di una corte impotente di fronte a crimini efferati, giustificando solo alla fine il Goya, che assiste da spettatore alla tragedia del suo popolo, interagendo tuttavia con la forza della sua arte, espressa in quadri di assoluto valore simbolico e sociale. L’esperienza di Bardem e Skarsgard in ruoli drammatici giova e di molto alla loro interpretazione, ma chi stupisce piacevolmente è Natalie Portman, riconosciuta brava attrice nella sua carriera, ma divenuta grande interprete grazie a questo ruolo sofferto e coinvolgente: Ines esce sconvolta ma viva dalla sua prigione, a tal proposito la Portman riserva al personaggio un’intensità espressiva unica finora per lei, testimoniando nel gran lavoro di Forman l’essenza di valori intravisti nelle gesta silenziose della storia. Goya dipinge i suoi fantasmi, e con essi la miseria di un periodo storico difficile ma significativo.

The Orphanage

 

locandina

      Titolo: The Orphanage

      Regia: Juan Antonio Bayona

      Cast: Belen Rueda, Fernando Cayo, Roger Princep

      Musiche: Fernando Velàzquezthe_orphanage_still01

      Produzione: Spagna 2007

      Genere: Paranormale

      Durata: 100 minuti

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Regia:                          y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

Interpretazione:          y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

Sceneggiatura:            y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g2007_the_orphanage_001

Musica:                        y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

Giudizio:                      y1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7gy1pGUHJHISDGl6TTYw6baJ2zczcgToNuDWE2oZ3RDcL_UvVutkPV7mqGkk54oOv5nuK-qViH0MIzyoMWwx1B4RE7g

 

Trama

Laura (Belen Rueda) è una donna che ha vissuto la sua infanzia in orfanotrofio prima di essere adottata. Stabilitasi anni dopo in quella stessa struttura, ha deciso di renderla una casa famiglia per bambini disadattati. Suo figlio Simon le confida di giocare con degli amici invisibili, ma quando il bambino scompare, Laura inizia a sentire strani rumori nella casa: alcune misteriose presenze si aggirano nei corridoi e la donna sospetta che Simon sia stato rapito da quelli che un tempo erano i suoi compagni di giochi.

Recensione

Guillermo del Toro presenta un film da lui stesso prodotto con la regia dell’esordiente Juan Antonio Bayona. L’opera prima di questo cineasta è da considerarsi un ottimo inizio e sicuramente un esordio di carattere, valutando stile e contenuto. Bayona dirige con mano ferma oltre ogni dubbio, dimostrando un valora al di là degli usuali schemi accademici: non si tratta di un film di maniera bensì di una visione ambiziosa e ben strutturata resa concreta da un modo di sviluppare la trama assolutamente pregevole e pragmatico. Aderendo in tutto e per tutto al genere, “The Orphanage” si mostra allo spettatore come un racconto che vuole prendersi i suoi giusti tempi, riservando sorprese per momenti propizi e tensione in linea con le aspettative, lasciandosi alcuni scampoli di stupefacenti colpi di scena mirati e studiati. La sua idea pare essere estremamente equilibrata, ripercorrendo il filone del soprannaturale senza imperfezioni, nè esagerazioni, confermando una ponderata dimestichezza nel gestire la vicenda. L’inquietudine è un elemento forte che trova la sua sublimazione nel ricordo di tempi passati, per la precisione nel periodo in cui la protagonista Laura si trovava ancora nell’orfanotrofio. In quella breccia temporale entrano in gioco componenti essenziali affinchè la storia acquisisca veramente un senso, con l’aggiunta di proiezioni sbiadite rese sottilmente macabre da filmini che svelano parte dei terribili misteri legati alla casa. L’ingenuità di Bayona vien timidamente fuori soltanto nella caratterizzazione del personaggio di Laura, poco credibile unicamente per il fatto di restare sola in un ambiente ostile e inquietante. Il significato si coglie e giustifica tanto coraggio dal momento che il trascorso della donna viene spiegato in maniera comprensibile e in parte obbligatoriamente intuitiva. Bayona mostra ma allo spettatore lascia intendere, permette di creare immagini mentali oltre a ciò che già si vede. Il finale promette rivelazioni che risolvono l’intreccio, calando un sipario che fa dell’interpretazione personale la vera chiave di lettura dell’opera.

June 14

I love Radio Rock

 

locandina

       Titolo: I love Radio Rock

       Regia: Richard Curtis

       Cast: Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Kenneth Branagh

       Produzione: USA 2009the_boat_that_rocked_movie_image_philip_seymour_hoffman

       Genere: Commedia

       Durata: 140 minuti

       Universal     Trailer

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Regia:                         clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4

Interpretazione:         clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4

Sceneggiatura:           clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4

Musica:                       clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC423789_swingin_bill_nighy_as_quentin_in_the_boat_that_rocked

Giudizio:                     clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4clip_image002_thumb1203289E998_thumb[1]%2076CEDCC4

 

 

Trama

Negli anni ‘60 nel Regno Unito molte stazioni radio pirata trasmettevano musica 24 ore su 24, riscuotendo un enorme successo presso gli ascoltatori britannici. Una di queste, Radio Rock, aveva la propria sede su una nave nel mare del Nord, con un gruppo di dj scatenati e pittoreschi: tra loro il Conte (Philip Seymour Hoffman) e Gavin (Rhys Ifans). Il capo Quentin (Bill Nighy) accoglie sull’imbarcazione il figlioccio Carl allo scopo di farlo crescere e maturare. Il ministro Dormandy (Kenneth Branagh) intraprende una guerra contro i pirati della musica e tenta di dichiararli illegali cercando pretesti di ogni tipo.

Recensione

“I love Radio Rock” è prima di tutto un eccellente affresco atto a descrivere il periodo mitico degli anni ‘60 con una veste musicale molto esaltante. Il regista Richard Curtis ne fa una splendida commedia esente da futili volgarità, ponendosi come obiettivo quello di mostrare un’epoca contraddistinta dal ritmo e dalla fruizione della musica estremamente variegata, appartenente al grandioso filone del rock n’roll. La colonna sonora costituisce perciò un eccitante repertorio musicale elettosi nostalgico amarcord di immagini, costumi, tendenze e soprattutto suono. L’intento mira a qualcosa di straordinario e Curtis fa di più, suscitando la curiosità prima di tutto, poi sostenendo a voce alta un’originalità specchio del pittoresco stile della narrazione. La trama in fondo è cronaca e storia, immerse nella melodia dal ritmo trascinante e dai valori urlati, evitando però il caos dell’amalgama barocca: ogni pezzo proposto dai dj della nave delle meraviglie reca in sè un significato e detta i tempi dei momenti, dei ricordi e degli stati d’animo immediati, facendo sì che la vicenda poggi sulla musicalità e l’allegria proposta da essa. Curtis tiene a delineare i personaggi elevandoli ad araldi portanti e moralmente pregni, collocati in un contesto che rigetta la banalità ed il perbenismo spiccio. Tra i “characters” troviamo il barbuto Conte, il trascinatore interpretato da un fenomenale Philip Seymour Hoffman; il latin lover e voce sensuale Gavin, cui da il volto Rhys Ifans; il nobile Quentin, carismatico capo che si avvale della recitazione sinuosa di Bill Nighy. Insieme a loro prendono parte altre figure decisamente fuori dal comune, ognuno con una propria morale e un proprio senso del ritmo, gruppo coeso intorno al giovane Carl, iniziato ad un’avventura fra sogni, libertà e allegria. A questo panorama entusiastico e senza limiti imposti si contrappone il personaggio cinicamente formale di Dormandy, un ministro intenzionato a porre fine alle scorribande delle radio pirata. Curtis è decisamente bravo a distinguere le due fazioni in altrettanti ambienti contestualmente e fisicamente diversi, tant’è che Radio Rock assume i connotati di una calda baita sul mare, trasportata dalle note ruggenti di un’epoca dirompente, mentre i luoghi in cui si muove il ministro appaiono a ragione desolati, freddi e intrisi malinconicamente di un bigottismo imperante e ostinatamente retto quanto solitario. Facile immaginare cosa lo spettatore preferisca. L’aneddotica del film risulta forte, sistematica e coinvolgente, la vita sulla nave sembra una parabola sul piacere di un’esistenza votata alla strumentalità musicale divulgata e spiegata. Nella storia assistiamo ad un plebiscito che sancisce in qualche modo il trionfo della radio, stabilito dalla voglia dei teenager e delle persone comuni di divertirsi eludendo le rigide e inconcepibili regole di una nazione abituata da sempre ai formalismi e ai cerimoniali prolissi e noiosi, sebbene facciano  parte, va riconosciuto, di una cultura storica e a suo modo sussistente. Insomma, in “I love Radio Rock” si ride di gusto e si trova persino il tempo per commuoversi con pezzi unici e memorabili, legati al significato più che alla logica di mercato vigente nell’era moderna. Il film è un capolavoro di risate che fa riflettere sulla voglia di evasione e di sogni dell’essere umano.

Bill Nighy

 

BillNighy

  • I Love Radio Rock (2009) Interpreta "Quentin"
  • Underworld: La Ribellione Dei Lycans (2009) Interpreta "Viktor"
  • Operazione Valchiria (2009) Interpreta "Friedrich Olbricht"
  • Pirati Dei Caraibi Ai Confini Del Mondo (2007) "Davy Jones"
  • Diario Di Uno Scandalo (2007) Interpreta "Richard Hart"
  • Pirati Dei Caraibi Il Forziere Fantasma (2006) "Davy Jones"
  • The Constant Gardener (2006) Interpreta "Sir Bernard Pellegrin"
  • Underworld: Evolution (2006) Interpreta "Viktor"
  • Guida Galattica Per Autostoppisti (2005) Interpreta "Slartibartfast"
  • L'Amore Fatale (2005) Interpreta "Robin"
  • Underworld (2004) Interpreta "Viktor"
  • Love Actually - l'Amore Davvero (2003) Interpreta "altri personaggi"
  • I Capture The Castle (2003) Interpreta "James Mortmain"
  • Guest House Paradiso (1999) Interpreta "Mr. Johnson"
  • Still Crazy (1998) Interpreta "Ray Simms"
  • Favole (1997) Interpreta "Edward L. Gardner"
  • Il Fantasma Dell'Opera (1989) Interpreta "Barton"
  • Antonia e Jane Interpreta "altri personaggi"
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    Antonellawrote:

    Ciao, passavo di qui cercando un parere su Operazione Valchiria ed eccomi qua...

    complimentissimi per il blog: sobrio ed elegante:-) continua così

    Feb. 4
    L'idea di un blog dedicato al cinema è molto originale!
    Complimenti. Animoticon
    Jan. 9
    =Sery=wrote:
    ciao mio cuore!
    stai andando davvero alla grande con il tuo blog... complimenti!
    ti amo tanto
    Dec. 28
    Ciau! Ti faccio i miei complimenti per il blog...Davvero molto curato e ottima la grafica. Sorriso
    Bella anche l'idea di trattare il cinema...
    Lo terrò d'occhio prima di uscire per un buon film... Animoticon
     
     
    Nov. 21
    Francescowrote:
    Ciao Samu

    Vedo che il tuo blog procede alla grande. Ieri sera ho visto The Dark Knight...Il Joker e' notevole, he steals the show. A quando una sapiente recensione?
    July 20